
Il Festival ha inoltre il merito di aver fatto conoscere in Italia le prime opere di registi come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, Eytan Fox, Apichatpong Weerasethakul, Alain Guiraudie, Auraeus Solito e Brillante Mendoza.
A vent’anni dalla morte di Divine, icona per eccellenza del camp,scomparsa prematuramente a soli 43 anni nel 1988 (e già omaggiataindirettamente con i film di John Waters nel 2005) il Festival laricorda attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e con laproiezione di un film di Paul Bartel, Lust in the Dust (1985), doveappare in coppia con Tab Hunter: fu il loro più grande successo.