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Militante e attore


Attuale dirigente del settore Entertainment Industry Partnerships dell'associazione no-profit GLAAD, Wison Cruz interpreterà un infermiere gay nella serie televisiva americana "Braccialetti Rossi" 

 Anche gli americani producono una serie, dal titolo "Red Band Society", ricavata dalla serie catalana "Polseres vermelles", la cui prima stagione partirà negli USA il 17 settembre 2014 sul canale Fox. In Italia abbiamo avuto il buon successo della serie "Braccialetti rossi", diretta da Giacomo Campiotti, basata anch'essa sulla serie spagnola che si ispirava alla storia vera dello scrittore Albert Espinosa, raccontata in un libro, guarito dal cancro dopo dieci anni di cure. In Italia la seconda stagione verrà trasmessa da marzo 2015. Parliamo della serie USA, che vanta tra i produttori il nome di Steven Spielberg, perchè tra i personaggi ha inserito un infermiere gay, Kenji Gomez-Rejon, interpretato dall'attore e militante omosessuale Wilson Cruz. La serie, creata e sceneggiata da Margaret Nagle, ambientata all'interno del reparto pediatrico di un ospedale, segue le vicende di un gruppo di ragazzi che devono vedersela con le rispettive malattie ma soprattutto con le prime emozioni sentimentali dell'adolescenza, dall'amicizia al primo amore. Il cast è guidato dall'attrice, premio Oscar, Octavia Spencer, nel ruolo dell'infermiera Jackson, mentre Wilson Cruz, attuale dirigente del settore Entertainment Industry Partnerships dell'associazione no-profit GLAAD (che difende e promuove una giusta rappresentazione del popolo LGBT nel mondo dei media e dello spettacolo) copre il ruolo di secondo infermiere, molto unito alla Jackson, sia nel presente che nel passato. Wilson Cruz, intervistato da "xfinity.com", ha spiegato il suo ruolo ed il suo legame con la Jackson, un'infermiera rigida ma che lui sa bene avere un cuore d'oro. Alla domanda se il suo personaggio sia gay ha risposto: "Certamente, ho lottato perchè fosse così. Un risultato ottenuto dalla GLAAD in azione. Abbiamo bisogno di vedere più personaggi LGBT e di colore in televisione. Non posso parlare di tutte le cose che bisognerebbe mostrare in tv e del perchè siamo così in ritardo, ma qui ho percepito che alcune cose potevano essere mostrate. La creatrice e sceneggiatrice Margaret ha subito apprezzato le mie proposte che sono state inserite nella storia che viene raccontata".

Fonte: Cinemagay.it

Post di Zeno Menegazzi

Un pessimo "On The Road"


di Angelo Pezzana 


Walter Salles ha girato un brutto film, noioso, falso, che mistifica la storia dei personaggi più importanti della Beat Generation presentandoli come un branco di superficiali giovanotti il cui unico interesse era scopare. Il film vorrebbe essere la trasposizione cinematografica del capolavoro di Jack Kerouac, ma ci presenta Allen Ginsberg come un gay ossessionato dal sesso, invece del grandissimo poeta che è stato,nel film è una figura di secondo piano, mentre i due principali protagonisti,lo stesso Kerouac e Neal Cassidy vengono trasformati dal regista in due buoni a nulla, raccontati attraverso comportamenti stereotipati, hanno per tutto il film una sigaretta tra le dita, si ubriacano perché altrimenti non si può ascoltare del buon jazz, in più c’è una scena pesantemente omofoba, che contraddice tutto quanto la Beat Generation ha rappresentato negli anni della liberazione omosessuale in America. Allen Ginsberg non si sarebbe riconosciuto, Nanda Pivano sarebbe inorridita davanti alla banalità della vita dei protagonisti, chi ha letto la sua presentazione di “Jukeboxe all’idrogeno” di Ginsberg, nella quale ha descritto per averla vissuta quella cultura che ha contribuito a cambiare anche il nostro mondo, archivierà il film di Salles come un prodotto di nessuna qualità, artistica e storica. Un film da dimenticare.

 Angelo Pezzana